Storia

Parroci di San Giuseppe

Don Jacopo (Giacomo) Minello, dal 1815 al 1835

Nato in loco nel 1784, il 6 luglio 1815 venne nominato ufficialmente parroco di San Giuseppe, dopo che già da un anno vi risiedeva in qualità di vicario dipendente dalla parrocchia di Monigo. Tra il 1817 e il 1820 e nel 1825/6 fece ampliare la chiesetta, i cui paramenti furono donati a più riprese dalla ricca famiglia locale dei Baliviera (intanto nel 1816 era stato anche eretto un piccolo cimitero). Sempre tra il 1824 e il 1832 fu la canonica ad essere ingrandita, in concomitanza con l’erezione del campanile nel 1829. Nel 1835 Don Minello divenne arciprete di Loreggia, morendovi nel 1854.

Don Giovanni Berlese, dal 1836 al 1845

Nativo di Sala (comune di Istrana). Della sua breve permanenza a San Giuseppe, è da menzionare nel 1841 l’acquisto di un organo, costato ben 4.000 lire austriache. Nel 1845 fu trasferito a Sant’Andrea di Cavasagra, dove morì nel 1862 a sessant’anni.

Don Pietro Trevisi, dal 1846 al 1850

Nato a Maserada nel 1815, stette a San Giuseppe solo 4 anni, ma è da ricordare che è con lui che fu costruita una nuova chiesa, per la quale ci si avvalse dei progetti del famoso architetto castellano Michele Fapanni. Nel 1850 passò a Castello di Godego e nel 1878 tornò a passare i suoi ultimi anni nel paese natio. Morì nel 1884.

Don Sante Baggio, dal 1851 al 1886

Originario di Castello di Godego, dov’era nato trentun anni prima, fu sotto la sua permanenza che nel 1854 fu ultimata la chiesa, dotata dall’anno dopo di un nuovo organo. Sempre nel 1854 cominciò a dimorare nell’abitazione del priorato di Sant’Antonio Abate, lasciando la canonica al cappellano. Il completamento dell’edificio di culto non mise fine ai suoi abbellimenti ed alle rispettive donazioni dei Baliviera. Don Sante fu un sacerdote molto apprezzato dai parrocchiani per l’attenzione che rivolgeva loro con la predicazione, il catechismo, la premura perché potessero condurre una vita dignitosa. La vicinanza è dimostrata anche dal fatto che ogni anno si recava nelle case dei parrocchiani per la benedizione. Morì infine in parrocchia nel 1886 e fu seppellito fuori dalla chiesa.

Don Luigi Susan, dal 1888 al 1915

Nato ad Asolo nel 1850, giunse a San Giuseppe nel 1888: nei due anni tra la morte di Baggio e il suo arrivo, la parrocchia fu verosimilmente retta dal cappellano Don Sante Puppinato (1816-1892). Nel settembre 1890 chiamò Mons. Ferdinando Ferretton (1844-1929) a benedire la nuova Via Crucis presente in chiesa, e dopo il 1905 furono restaurate sia la chiesa che la canonica. Nel 1911 fu istituito il Circolo Giovanile di Azione Cattolica, e nel 1913 vennero celebrati i 25 anni della permanenza in parrocchia di Don Susan. Questi, appena due anni dopo, si ritirò nella Casa del Clero di San Trovaso, morendovi nel 1925.

Mons. Eugenio Lorenzo Durigon, dal 1915 al 1920

Nacque a Santa Cristina nel 1886, fu l’ultimo sacerdote scelto come parroco dai Baliviera. Entrato a San Giuseppe, vi stette per pochi mesi a causa dell’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale: alla fine del 1915 fu infatti richiamato come soldato semplice, stando sotto le armi fino al 1918, ragion per cui fu sostituito dal cappellano Don Antonio Boaro (1887-1961). Nel 1920, un anno dopo la celebrazione di una messa di suffragio per i parrocchiani caduti in guerra, Don Durigon venne nominato parroco di Galliera Veneta (ricevendo nel 1947 la qualifica di Monsignore). Morì nel medesimo posto nel 1959.

Mons. Francesco Tonolo, dal 1921 al 1954

Nato a Mirano nel 1890, fu senz’altro il parroco più “illustre”. Tanto ci sarebbe da dire sulla sua figura, stimata dal popolo e dai superiori, tanto che nel 1944 fu nominato Monsignore. Giunto a San Giuseppe nel 1921 dopo aver avuto esperienze come cappellano, nel 1926 cominciò la stampa del giornale parrocchiale L’Altra Campana, inizialmente pubblicato mensilmente. Nel 1935 principiò la raccolta fondi per erigere una nuova chiesa più grande, il cui progetto fu esposto ai parrocchiani l’anno dopo. I lavori veri e propri iniziarono nel 1938, un anno dopo il completamento della nuova canonica. In precedenza, nel dicembre 1926, era stato inaugurato il nuovo campanile, mentre dal 1923 il cimitero aveva smesso di accogliere salme in seguito alla normativa comunale che imponeva l’utilizzo del cimitero di Canizzano. Nei primi anni Cinquanta Mons. Tonolo si fece notare come apprezzato liturgista e catechista, finché il 21 settembre 1954 fu fatalmente investito da una moto: il funerale fu celebrato nel luogo di culto da lui così tanto voluto e a cui mancava poco per il compimento. Venne poi seppellito all’esterno della chiesa.

Don Giulio Carlo Zanatta, dal 1955 al 1990

Nacque a Sant’Antonino nel 1909. Cappellano a Sant’Agnese (1936-1940), a Sant’Andrea (1940-1944), e quindi parroco a Giavera del Montello (1944-1955), passò nel 1955 a San Giuseppe. Nei suoi 35 anni di permanenza, si delineò progressivamente la situazione attuale: oltre alla demolizione della vecchia chiesa ottocentesca, nel 1964 fu rimossa l’imponente punta del campanile che minacciava di crollare, forse anche a causa del passaggio degli aerei del vicino aeroporto. Nel 1957, con l’acquisto del terreno posto ad ovest della chiesa, Don Giulio concesse la proprietà ai giovani per farne un campo sportivo; nel 1963 e per gli 8 anni successivi si lavorò per la costruzione dell’Oratorio. A causa dell’ampiezza dei confini parrocchiali, diede il benestare per l’utilizzo di una saletta ai piedi del grattacielo delle Stiore per farne una piccola cappella, inaugurata nel 1966. I suddetti confini subiranno tuttavia diverse modifiche nei decenni a venire, sicché nel 1985 furono quasi 100 le famiglie a passare sotto nuove parrocchie. A giugno del 1990 fu benedetto il nuovo e pregiato organo; tre mesi dopo, tra il rimpianto generale, Don Giulio lasciò la parrocchia per raggiunti limiti d’età. Morì in ospedale dopo una breve malattia nel 1993.

Don Antonio Dal Bo, dal 1990 al 2000

Nato a Treviso nel 1941, dopo essere stato Assistente di AC (1975-1983) e pro-rettore del Seminario (1983-1990), entra a San Giuseppe nel settembre 1990. La vita della parrocchia procede, con il rinnovamento dell’Oratorio e nel 1995, in occasione della sagra, con l’esposizione alla comunità degli affreschi della vecchia chiesa, che erano stati staccati per essere restaurati, ma il lavoro di conservazione era stato lungo perché interrotto a più riprese. Tra il 1998 e il 1999 viene costruito un campo sportivo dietro la chiesa. Nel 2000 il vescovo chiama Don Antonio a dirigere il Centro Chiavacci di Crespano, presiedendolo fino al 2016. Attualmente è Collaboratore Pastorale a Cornuda, Nogarè e Covolo.

Don Luciano Traverso, dal 2000 al 2012

Nato a Fossalta di Piave nel 1961, inizia il suo servizio pastorale a Zero Branco (1991). Successivamente passa a Sant’Andrea (1995) e in seguito a Santa Bona e San Paolo (1998) come vicario parrocchiale. Poco dopo il suo ingresso a San Giuseppe, dà inizio al restauro della chiesa nel 2002, occasione in cui vengono anche rifatte le vetrate. L’anno dopo, la Cappella delle Stiore viene data in affitto alla Comunità Ortodossa Rumena, mentre tra il 2011 e il 2012 è la volta del Circolino e dell’Oratorio ad essere riqualificati. Trasferito a Silea dall’ottobre 2012, vi rimane undici anni, finché nell’autunno 2023 è ricollocato a Galliera Veneta.

Don Matteo Gatto, dal 2012 al 2022

È originario di Noale, dov’è nato nel 1968. Dal 2000 al 2005 è vicario a Fontane e poi a Fiera, dopodiché dal 2005 al 2012 è parroco di Ronzinella (Mogliano). Arrivato a San Giuseppe, è toccato a lui, nel 2015, aprire l’anno dedicato al bicentenario della parrocchia. Oltre all’incarico di parroco, dal 2008 è Direttore dell’Istituto Diocesano di Musica Sacra. Sotto il suo mandato inoltre, nel 2019, la Cappella delle Stiore è stata ceduta definitivamente alla Comunità Ortodossa. Nel 2022 il vescovo lo chiama a sostituire il parroco di Martellago, Don Francesco Garofalo.

Mons. Giorgio Alfredo Riccoboni, dal 2022

Classe 1957, è nativo del luogo. Dal 1991 al 1997 è cappellano alla parrocchia di Santa Bertilla, e successivamente, dall’ottobre 1997 fino al 2009 amministra la parrocchia di Sant’Antonino. Passa poi a Martellago per otto anni, periodo durante il quale viene nominato anche vicario foraneo di Mirano (2014). Nel 2017 diviene parroco del Duomo, ottenendo così l’elevazione a Monsignore agli inizi dell’anno successivo; in più nel 2019, tra gli ultimi atti del vescovo Gardin, diviene canonico onorario. Fa il suo ingresso a San Giuseppe il 5 novembre 2022.